Voyager Station, gli Interni della Prima Stazione Spaziale di Lusso

Nel 2027 la possibilità di viaggiare nello spazio non sarà più un sogno realizzabile solo dagli astronauti.
Il 28 febbraio 2020, la NASA ha firmato un accordo con Axiom Space, una delle principali aziende private di esplorazione spaziale del mondo (con sede negli USA), per creare per la prima volta nella storia, una base spaziale a scopi commerciali e turistici, la Voyager Station. L'accordo con la NASA è reso necessario per attraccare e interagire con l'ISS (Stazione Spaziale Internazionale).
Secondo Michael Suffredini, CEO di Axiom Space, il progetto Voyager Station, che prenderà forma tra il 2025 e il 2027, sarà un vero resort di lusso nello spazio. La realizzazione della stazione spaziale darebbe origine alla prima forma di turismo spaziale e alla nascita di aziende il cui profilo commerciale e operativo si trova sopra l'orbita terrestre.
Architettura e design della Voyager Station
La Voyager Station, il cui design è affidato al famoso designer Philippe Starck, avrà un design circolare: un organo meccanico molto simile a una ruota panoramica.
L'architettura esterna del resort di lusso sarà composta da due anelli concentrici. L'anello interno sarà il luogo di atterraggio per i passeggeri, poiché, per la sua posizione centrale, è l'area più stabile della stazione.
Attraverso corridoi speciali, i passeggeri saranno trasportati da un sistema di trasporto su rotaia nell'anello esterno, che contiene i moduli abitativi, i moduli di ricerca scientifica e i moduli commerciali e di intrattenimento.
La base spaziale ruoterà sia sul proprio asse che attorno all'orbita terrestre, ad un'altitudine di 300 a 1000 chilometri. Il diametro del dispositivo sarà di circa 200 metri, ancora più grande di quello dell'ISS.
A bordo della stazione, un sistema di gestione della gravità artificiale riprodurrà la gravità terrestre.
Per quanto riguarda la disponibilità energetica, gran parte dell'energia utilizzata per alimentare la stazione sarà generata da fonti di energia verde rinnovabile, principalmente energia solare catturata da serie di pannelli solari posizionati sopra la struttura della stazione.
La stazione avrà più di 11.600 metri quadrati di spazio abitabile e sarà composta da 24 moduli in totale.
Ci saranno palestre, bar e ristoranti, moduli abitativi (contenenti proprietà private) e i moduli dedicati alle attività commerciali (come alberghi, negozi, cinema, ecc.).
Le ville (proprietà private contenute nei moduli abitabili) potranno essere affittate da chiunque (sebbene a prezzi elevati) per una settimana, un mese o anche per periodi più lunghi.
Per tutti coloro che sono stanchi di vivere sulla Terra, ci sarà la possibilità di acquistare una proprietà.
A bordo della stazione, ci saranno aree comuni dove le persone possono interagire tra loro o fare jogging. Ci saranno bar, ristoranti, SPA, discoteche, cinema e anche una sala concerti per ospitare i più famosi artisti terrestri. Ci saranno strutture dedicate alle attività sportive, come, per fare un esempio, un campo da basket dove si può saltare molto più in alto di quanto si possa fare sulla Terra (attraverso la gestione della gravità).



Gli interni
Il compito di garantire il massimo livello di lusso è, come detto, affidato a Philippe Starck, rinomato architetto internazionale.
Il designer e il suo studio lavorano ad un ritmo molto intenso, basti pensare che in un anno sviluppano in media circa 200 progetti, per un totale di più di 10.000 progetti in 50 anni di attività. Tra i suoi lavori più importanti a livello internazionale ci sono: l'appartamento privato del Presidente della Repubblica Francese nel Palazzo dell'Eliseo nel 1982, il Groninger Museum nel 1993 e l'ENSAD (Scuola di Arti Decorative di Parigi) nel 1998.
I rendering pubblicati finora della Voyager Station mostrano un design interno simile a quello degli interni di spazi riprodotti in film di fantascienza ambientati nello spazio, film come 2001: Odissea nello Spazio, Star Wars o The Martian.
È chiara la scelta da parte del designer, di un design futuristico, innovativo ed estremamente moderno.
Lo stile futuristico è tipicamente caratterizzato dall'uso di arredamento con forme curvilinee e geometriche, minimalista e mai classico o eccessivamente sfarzoso; i colori base utilizzati sono bianco, grigio, argento e nero, a volte seguiti da lime, blu, giallo e rosso.


Come si può dedurre dai rendering pubblicati, i soffitti delle stanze spesso non sono molto alti (per ottimizzare lo spazio disponibile, permettendo la costruzione di più piani in un singolo anello) e inclinati sul lato delle finestre. Sia i salotti, le camere da letto che le cucine sono concepite come spazi aperti di grandi dimensioni.
Le finestre sono rotonde o ovali e richiamano le forme lineari, geometriche dei mobili.
Le pareti saranno rivestite da alluminio o leghe derivate per fare da schermo ai raggi del sole, che sono eccessivamente forti fuori dall'atmosfera terrestre. Internamente, le pareti saranno pesantemente imbottite per trattenere il calore generato dai potenti sistemi di riscaldamento.
Nella mente di Starck, come da lui riportato, a livello concettuale, la stazione spaziale è concepita come un "Uovo Confortevole", come per richiamare l'universo fetale da cui tutti veniamo (chiaro è il riferimento a 2001: Odissea nello Spazio, di S. Kubrick). Senza dubbio l'intento è fare in modo che il viaggiatore della Voyager Station, si senta a casa, sebbene sia a centinaia di miglia di distanza dalla Terra.
Tra le maggiori innovazioni in termini di design d'interni all'interno della stazione c'è la gestione dell'illuminazione, che è modulata in modo da ricreare un ambiente ultra-moderno, orientato al design e alla fantascienza.
L'illuminazione a bordo della stazione
La gestione dell'illuminazione (sia artificiale che naturale) nella base spaziale è stata, come menzionato, plasmata dalla visione di registi come Kubrick e J.J. Abrams, che hanno portato sul grande schermo film come 2001: Odissea nello Spazio e Star Wars.
Il bianco artificiale, definito da Starck come freddo e abbagliante, è il protagonista dei corridoi e delle stanze comuni della Voyager Station. I nano LED utilizzati per illuminare le stanze aiutano a ricreare l'ambiente futuristico, ultra-moderno, che ricorda i suddetti film di fantascienza e ricercato dal designer Starck e dal suo team.
Non c'è un uso diffuso di lampade da terra o da soffitto, ma per illuminare le aree troviamo per lo più strisce LED e fari. Tutte le luci sono modulari e dimmerabili, l'illuminazione, quando non è di colore bianco, potrebbe essere di colori molto scenografici come blu o viola.
Informazioni tecniche sulla base spaziale
L'area della Voyager Station sarà di circa 11.600 piedi quadrati, la massa stimata sarà di quasi 2.418 tonnellate e il volume di 51.104 piedi cubi.
La stazione spaziale sarà divisa in 24 moduli in totale (un modulo è un'area della stazione destinata a una specifica funzione unica), ognuno di essi avrà un diametro di (circa) 12 metri e una lunghezza di 20 metri.
L'intera base potrà ospitare tra i 316 e i 440 passeggeri in totale; di questi, 112 faranno parte dell'equipaggio, e gli altri saranno ospiti di viaggio che partecipano al viaggio spaziale (a un prezzo elevato).



Affitta o acquisto della residenza privata sulla stazione spaziale, le ville
A bordo della Voyager Station, le proprietà abitative sono chiamate ville. Il turista spaziale può scegliere di affittare o acquistare un'intera villa, o semplicemente una stanza all'interno di una villa suddivisa in più stanze affittabili.
Le ville saranno di diverse dimensioni e potranno ospitare solo una coppia o un gruppo più numeroso di persone (ci saranno appartamenti individuali bilocali o appartamenti più grandi). Le ville possono essere personalizzate, secondo le preferenze dell'ospite che vi abiterà. Quindi, l'ospite può scegliere una delle personalizzazioni interne disponibili, secondo le proprie preferenze.
Le stanze possono essere stanze standard, tra i 30 e i 60 metri quadrati, o suite di 120 metri quadrati.
Oltre alle ville, all'interno dei moduli abitativi, ci saranno anche strutture alberghiere, gestite da due delle più grandi catene alberghiere di lusso della Terra, Hilton e Marriott.
Altre informazioni rilvevanti, intrattenimento e prenotazione biglietti
Secondo John Blincow, fondatore della Gateway Spaceport (che gestisce il primo spazioporto della storia), il progetto Voyager Station non è poi così lontano.
Grazie allo sforzo speso nel progetto dal notevole ecosistema intorno ad esso (Axiom Space, NASA, SpaceX e molte altre aziende private multimilionarie), entro il 2027 la stazione potrebbe essere completata e probabilmente inaugurata.
In molti si chiedendo quanto possa costare un biglietto per unirsi a questa esperienza unica. Il prezzo del biglietto non è ancora stato reso pubblico, ma potrebbe essere (secondo voci) intorno ai 250.000 dollari. Oltre al soggiorno, il prezzo del biglietto coprirà anche un corso di "preparazione al viaggio" di 3 mesi, per permettere a ciascun ospite di essere pronto a vivere l'esperienza in sicurezza.
Il trasporto alla stazione spaziale sarà garantito da SpaceX, una compagnia di viaggi spaziali privata di proprietà del miliardario imprenditore Elon Musk.
Proprio come sulla Terra, sicuramente non mancherà l'intrattenimento a bordo della stazione spaziale. Ci saranno, come detto, cinema e teatri, pub per rilassarsi con un drink e discoteche per ballare e conoscere altri ospiti.
I passeggeri avranno anche la possibilità di assaporare cibi speciali, come i gelati liofilizzati, ma anche cibi freschi che arriveranno settimanalmente direttamente dalla Terra.
È già possibile prenotare un posto sulla stazione tramite il sito web voyagerstation.com.
Sempre sul sito web ci sarà la possibilità per chiunque di partecipare finanziariamente al progetto, anche investendo un importo simbolico, senza limite minimo di investimento (l'investimento minimo, infatti, parte da 0,25 dollari).
In conclusione, possiamo dire che ciò che, fino ad ora, è stato presente solo nell'immaginazione popolare, in pochi anni potrebbe diventare realtà, anche se, inizialmente, solo per un gruppo selezionato di passeggeri (coloro che possono permettersi il prezzo del biglietto).





